
ARMONIE DELLA CREAZIONE
E DELLA STORIA
DI GAVINO SABADIN
L’ERA DEGLI ANGELI
La creazione del mondo, come viene rivelato agli angeli, comincerà con la luce, come con la comunicazione della luce era stato creato Lucifero. Alla fine del sesto giorno sarà creato anche l’uomo, col fango della terra, non ancora maledetta, ed a questo fango verrà soffiato lo spirito di Dio. L’uomo sarà fatto a immagine e somiglianza di Dio, partecipe della vita divina, dotato d’intelligenza e volontà, cioè libero e, per questa libertà, soggetto ad una prova.
Gli uomini non saranno creati, come forse gli angeli, in un unico atto. La prima coppia di uomini sarà chiamata a generare una immensa discendenza che riempirà la terra lungo il corso dei secoli.
Tutte queste creature, terrene per il corpo, partecipi della vita divina per lo spirito, saranno, dalla prima all’ultima, legate da una legge misteriosa di solidarietà e riversibilità, attiva e passiva.
Questa riversibilità che in Dio opera solo nel bene, nell’uomo invece opererà nel bene e nel male, nel merito e nella colpa (1) .
E colpa ci sarà se l’uomo fallirà nella prova. Dio spiega tutto ciò agli angeli, che restano sorpresi di questa legge di riversibilità, ben diversa da quella a cui essi erano sottoposti e che era legge di responsabilità puramente personale.
Ma la loro sorpresa aumenta quando Dio comunica a loro che il primo uomo creato fallirà alla prova, e, per la sua colpa, trascinerà nelle funeste conseguenze, tutta la sua discendenza, proprio per quella legge di riversibilità.
Gli angeli, pur adorando la volontà divina che ha permesso una simile offesa a Dio, offesa che avrebbe turbato e sconvolto l’ordine divino, sono in ansiosa attesa di conoscere in qual modo Egli penserà di ristabilire o reintegrare l’ordine divino turbato.
In questa trepidante attesa, Lucifero non pensa che al rigore della giustizia e si assume l’incarico di accusatore di tutta la progenie umana (Apocalisse XII, 10).
(1)Come per il peccato di uno solo è venuta su tutti gli uomini la condanna, così anche per il merito di uno solo viene su tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita (Lettera di S. Paolo ai Romani V, 18).
(continua)