Piacevoli conversazioni

Piacevoli conversazioni
Ciò che non si ama per se stesso, non si ama Quello che qualifica moralmente l'uomo non è ciò che conosce, ma ciò che ama. Perciò " ognuno è tale qual è il suo amore."L'anima è più presente nella cosa che ama che corpo che anima. " Amando abitiamo col cuore " nella casa che amiamo. ( Sant’Agostino).
Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino. (Gandhi)

...Padre Antonio disse: «Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, e al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo!, a motivo della sua dissimiglianza da loro». (Padri del deserto)

...E molti saranno che, credendosi eletti perché cattolici, si vedranno preceduti da molti altri che servirono il Dio vero, a loro ignoto, seguendo la giustizia.” (Valtorta-Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, data 14.01.1948 pag. 57-58)

“Essi mi hanno reso male per bene e odio in cambio del mio amore.”(Salmo 109:5)


"OMNIA MUNDA MUNDIS" (TUTTO E'PURO PER I PURI)


venerdì 17 luglio 2015

Pagine 35,36

 

ARMONIE DELLA CREAZIONE
E DELLA STORIA 
DI GAVINO SABADIN



L’ERA DEGLI ANGELI



[1]In principio era il Verbo,

il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
[2]Egli era in principio presso Dio:
[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
[4]In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
[5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta. 

(Giovanni I,1-5)

La luce, cioè la parola di Dio, che non era stata compresa da Lucifero, che non era stata accolta da Adamo, ritornava. 

Respinta, preannunciava il suo ritorno, per ridare la vita al mondo.
Adamo non aveva compreso che solo in quella luce vi era la vita. Cominciò a comprenderlo quando la vita gli mancò, come si comprende il valore della salute, solo quando la salute è perduta. 

Sulla terra, ridivenuta improvvisamente informe e vuota, Adamo ebbe una certezza: che una donna della sua discendenza avrebbe vinto il maledetto tentatore. Come? Quando? Quanto sarebbe stata lunga l’attesa?

Con la promessa che sarebbe apparsa la Donna vittoriosa, era incominciata la seconda settimana creativa nella quale entrava come fattore, dall’inizio alla fine, anche l’uomo. 
Era il primo nel corso della storia. 

Avrebbe potuto l’uomo, pieno di vergogna e di umiliazione per la sconfitta avuta, percorrere vittoriosamente la nuova era del mondo se, appena comparso e nella pienezza e integrità delle sue virtù e delle sue forze, aveva sconvolto e distrutto, in un’ora, tutto il piano della creazione?

E che motivo aveva avuto Lucifero di tentare Eva, 
mentre soltanto ad Adamo era stato fatto il comando 
di non mangiare il frutto dell’albero maledetto?
Perché questa tentazione per interposta persona? 

Se alla prima domanda risponderà la storia, alla seconda aveva risposto la condanna di Lucifero. Dio non disse:”Porrò inimicizia fra te e una donna”, ma “fra te e la Donna”. Dunque il serpente conosceva le meraviglie e la potenza di questa Donna. Forse egli aveva il sospetto che questa Donna meravigliosa fosse Eva. Per questo egli la tentò, come più tardi tenterà Gesù nel deserto per conoscere se veramente egli fosse figlio di Dio.

Ma dopo la condanna di Eva, il tentatore ben comprese che quella di cui egli conosceva le meraviglie, era un’altra donna. 

Chi era questa donna?

L’Apostolo Giovanni così la vide:

“E un portento grande apparve nel cielo: una Dona vestita di sole e la luna sotto i suoi piedi, e sul capo una corona di dodici stelle. Ed era incinta, e gridava per le doglie e per il travaglio del parto. E apparve un altro portento nel cielo: ed ecco un drago rosso, grande, con sette teste e dieci corna, e sulla testa sette diademi. E la coda sua trascinava il terzo delle stelle del cielo, e le precipitava sulla terra. E il drago si fermò dinanzi alla Donna, che stava per partorire, a divorarne, partorito che avesse, il Figliolo.

E partorì un Figlio, maschio, destinato a reggere le genti con scettro di ferro. E fu rapito il Figliuolo suo verso Dio e il suo trono; e la Donna fuggì nel deserto, in luogo preparatole da Dio, per esservi nutrita per mille duecento sessanta giorni.

E vi fu battaglia nel cielo: Michele e gli angeli 
suoi combattevano col drago. 

E il drago combatteva e gli angeli suoi; ma non prevalsero, né più si trovò luogo per essi in cielo. E fu precipitato il drago, il serpente antico, quello che ha nome Diavolo e Satana, 
il seduttore del mondo intero, fu precipitato sulla terra,
 e gli angeli suoi furono con lui precipitati. 

“E udii una voce potente nel cielo che diceva:Adesso arrivò la salute e la possanza e il Regno del Dio nostro e la potestà del suo Cristo, poiché fu precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, quello che li accusava dinanzi a Dio giorno e notte. Ma essi lo vinsero per il sangue dell’Agnello e con la parola della testimonianza loro, e non fecero troppo conto della propria vita in faccia alla morte. Per questo esultate, o cieli, e voi che in essi avete stanza!

Guai alla terra ed al mare! Poiché scende il diavolo a voi pieno di furore, ben sapendo che poco tempo gli resta. 

“E come il drago si vide precipitato sulla terra, s’avventò contro la Donna che aveva partorito il maschio. Ma furono date alla Donna le due ali della grande aquila, perché volasse al deserto nel luogo suo, ad esservi nutrita per un tempo, per tempi e per la metà d’un tempo, lungi dal serpente.

…"E di furore si gonfiò il drago contro la Donna, e si voltò a far guerra al resto della progenie di Lei, a quelli che osservano i comandamenti di Dio e serbano la testimonianza di Gesù.
 E si posò sulla arena del mare” (Apocalisse XII).

Questa visione ci fa conoscere il dramma che si è svolto nei cieli, all’inizio dei tempi e che, portato sulla terra, non è ancora finito.

Nel centro del dramma vi è la Donna. 


(continua)