Piacevoli conversazioni

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Ciò che non si ama per se stesso, non si ama Quello che qualifica moralmente l'uomo non è ciò che conosce, ma ciò che ama. Perciò " ognuno è tale qual è il suo amore."L'anima è più presente nella cosa che ama che corpo che anima. " Amando abitiamo col cuore " nella casa che amiamo. ( Sant’Agostino).
Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino. (Gandhi)

...Padre Antonio disse: «Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, e al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo!, a motivo della sua dissimiglianza da loro». (Padri del deserto)

...E molti saranno che, credendosi eletti perché cattolici, si vedranno preceduti da molti altri che servirono il Dio vero, a loro ignoto, seguendo la giustizia.” (Valtorta-Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani, data 14.01.1948 pag. 57-58)

“Essi mi hanno reso male per bene e odio in cambio del mio amore.”(Salmo 109:5)


"OMNIA MUNDA MUNDIS" (TUTTO E'PURO PER I PURI)


mercoledì 22 luglio 2015

Pagine 38,39

 

ARMONIE DELLA CREAZIONE
E DELLA STORIA 
DI GAVINO SABADIN



L’ERA DEGLI ANGELI


Ma di fronte all’accusatore Lucifero, Dio comunica agli angeli che, Egli, servendosi di quella stessa legge di riversibilità che avrebbe trascinato nelle conseguenze della colpa del primo uomo tutta la sua discendenza, aveva fin da allora divisato che il Verbo di Dio, il Figlio stesso di Dio, si sarebbe fatto uomo, unendo la natura divina alla natura umana in una stessa persona.


In questo modo il Figlio di Dio, che sarebbe diventato anche il Figlio dell’uomo, e che, come uomo, pur essendo Dio, sarebbe entrato nel circuito della legge di solidarietà e riversibilità a cui era legato il primo uomo con tutta la sua discendenza, avrebbe, nello stesso tempo, non soltanto riparato all’ordinanche reso possibile, a determinate condizioni, il riscatto dalla colpa, la liberazione dell’uomo dal male, la redenzione.

Ciò sarebbe servito, non solo per la prima colpa, ma anche per future colpe dell’umanità. E il Verbo, per farsi uomo, sarebbe nato da una Donna.

Era la Donna vestita di sole. 

Per la prima volta aveva modo di manifestarsi la Misericordia quale infinito attributo di Dio.

Una parte degli angeli adorò questa infinita e sapiente Misericordia. Gli altri angeli, diretti dall’accusatore Lucifero, rimasero increduli. Non è possibile, dissero, che il Figlio di Dio che noi qui, in cielo, adoriamo, si abbassi al rango di una creatura inferiore agli angeli stessi. Maggiore incredulità ebbero questi Angeli se 
Dio manifestò, come è probabile, il mistero della Passione. 

Lucifero non vedeva in Dio che il Dominatore, rifiutava di vedere in Dio il Padre che comunica la vita. 

Ma Dio tagliò corto a questa incredulità e pose gli angeli alla prova definitiva invitandoli ad adorare, fin da allora, il Verbo che sarebbe nato dalla Donna, cioè il Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. Lucifero e la schiera degli angeli increduli rifiutarono e dissero: 
“Non serviam”, non servirò a questo nato di Donna. 

In quel momento Lucifero diventò Satana 
(che vuol dire accusatore), gli angeli ribelli 
divennero demoni e l’Arcangelo Michele 
guidò gli angeli fedeli
 ad eseguire l’ordine definitivo di condanna. 

In quel momento forse scoccò la folgore che fece apparire la luce al primo giorno della creazione, nella nube tenebrosa sospesa sugli abissi. Era la folgore, che togliendo la luce a Lucifero, precipitato negli abissi, donava la luce alla terra.

I sei giorni della creazione separano il dramma degli angeli dal dramma degli uomini, il dramma 
di Lucifero dal dramma di Adamo. 
Il dramma di Lucifero si era concluso, senza redenzione e senza speranza. Per questo il dramma degli angeli si fermò al terzo giorno quando la prova fu irreparabilmente compiuta. 

L’era degli angeli fu una prova, che non ammetteva ritorni. Anche gli angeli, come sarà poi nella creazione del mondo, ebbero nel primo giorno la luce e il più bello di essi fu chiamato, per questo, Lucifero (portatore di luce); 

nel secondo giorno si ebbe la separazione degli angeli ribelli dagli angeli fedeli, 
separazione delle acque amare dalle acque dolci; 

nel terzo giorno giorno, mentre gli angeli ribelli venivano cacciati dal cielo, Michele e i suoi seguaci venivano riconfermati in grazia, entrarono cioè definitivamente nella Gerusalemme celeste. 

Qui la storia, cioè il destino, degli angeli si arresta. Michele non può perdere la luce. Satana non può riacquistarla. La storia degli angeli non ha ritorni, perché la loro colpa non ha possibilità di riscatto. Non è così per la storia degli uomini. 

Alla fine dell’era di Lucifero una luce si spense sulla terra. 
Quando la luce si spense irreparabilmente in Lucifero, altra luce si accese sulla terra; ma quando la luce si spense anche sulla terra, brillò sul cammino dell’umana famiglia la promessa che la Donna avrebbe fatto ritornare nel mondo la luce perduta. 
La storia umana è la storia di questa promessa e di questo ritorno. 

(continua)