
ARMONIE DELLA CREAZIONE
E DELLA STORIA
DI GAVINO SABADIN
III GIORNO
LA TERRA
Alla fine del secondo giorno il globo era tutto ricoperto di acque. Acque del cielo e acque del mare. Il mare formava un unico oceano senza confine, senza sponde, senza nome.
La parte eletta delle acque, quella che, trionfando, riuscì a rimanere sospesa nel cielo, mentre la parte inferiore era prigioniera nel mare, non poteva in alcun modo formare la rugiada, concentrarsi nei ghiacciai per poi scorrere armoniosa nei ruscelli, far germogliare le sementi, penetrare nella intimità dei fiori.
Le acque dolci del cielo erano state separate dalle acque salate del mare, proprio per questo, per irrorare la terra.
E la terra non c’era.
Perciò nel terzo giorno Dio ordinò:”Si radunino in un sol luogo le acque che sono sotto il cielo e appaia l’asciutto. E così fu. E Dio chiamò terra l’asciutto, e mari la riunione delle acque” (Genesi I, 9-10).
Coi grandi movimenti orogenici e con le fiamme dei vulcani sorsero dal fondo marino le isole e i continenti.
Allora il mare fu costretto ad abbandonare parte dei suoi domini e sulla terra presero possesso le acque dolci del cielo.
(continua)